PERCHÉ L’APE ITALIANA?
IL PERCORSO EVOLUTIVO, LE CARATTERISTICHE, IL VALORE IN APICOLTURA
Il Ruolo dell’Ape da Miele nell’Ecosistema
L’apicoltura moderna si basa sull’uso dell’ape da miele – Apis mellifera – una specie la cui biologia e comportamento sono ideali per fini produttivi. Queste api, essendo totalmente integrate nell’ambiente, raccolgono ciò di cui hanno bisogno dalla natura stessa, contribuendo a mantenere equilibri ecologici cruciali.
- 75% dell’impollinazione globale è garantito dalle api e dai loro simili.
- La loro opera di impollinazione sostiene la biodiversità e la riproduzione di specie coltivate.
Grazie alla diversificazione evolutiva, Apis mellifera si è adattata a numerosi ambienti in tutto il mondo, inclusi quelli italiani, sviluppando caratteristiche uniche per ciascun contesto geografico e climatico.
Il Percorso Evolutivo ed il valore in Apicoltura
L’ape italiana, Apis mellifera ligustica, rappresenta una sottospecie di Apis mellifera che si è evoluta nella penisola italiana, adattandosi al clima mediterraneo.
Nonostante la lunga storia dell’allevamento delle api, l’ape da miele resta un animale selvatico allevato, come evidenziato fin dall’antichità:
- Plinio il Vecchio la definiva una creatura intermedia, né domestica né completamente selvaggia.
- Anche Charles Darwin concordò sul fatto che l’uomo non può controllarne l’alimentazione e la riproduzione, che avviene naturalmente in volo.
Apis mellifera ligustica, descritta dallo scienziato Spinola, è conosciuta nel mondo per la sua docilità, produttività e resistenza, rendendola un patrimonio unico per l’apicoltura italiana.
UN’APE BELLA E BRAVA
A voler semplificare le sue doti estetiche e comportamentali, potremmo così definire la nostra ape italiana. Le sue striature dorate e le sue dimensioni proporzionate le conferiscono una bellezza funzionale che non ha eguali. Inoltre, il suo carattere docile, la prolificità, nonché la scarsa propensione alla sciamatura, la rendono l’ape più apprezzata dagli apicoltori di tutto il mondo.
Si tratta di api molto versatili, forti e con ritmi di produzione importanti. Un elemento di rilievo è anche il fatto che le api ligustiche sono molto feconde e tendono a generare la covata in modo molto compatto. La loro atavica predisposizione all’adattamento, le rende infine resistenti alle temperature, ma anche a parassiti e malattie della covata.
INDISCUTIBILE IL SUO VALORE AMBIENTALE
Non può di certo sfuggire il valore ecosistemico delle api da miele. Le api autoctone sono in grado di esprimere al meglio la loro laboriosità, quando vivono negli ambienti in cui le loro caratteristiche morfologiche e comportamentali si sono fissate o adattate nel corso degli anni.
La forma e la dimensione dell’apparato boccale dell’ape italiana, ad esempio, si è adattata alla flora locale, così come il suo ciclo biologico (uovo, larva, pupa, adulto) si è sincronizzato con i pascoli locali e con il susseguirsi delle stagioni. La loro presenza è un elemento essenziale per la salvaguardia degli equilibri biologici e per la biodiversità, fornendo, nel contempo, preziose informazioni sul livello di inquinamento dell’aria e dell’acqua e sull’uso di sostanze nocive nell’ambiente.
Mantenere api e alveari sani può, dunque, aiutare a monitorare e ridurre l’impatto negativo dell’uomo sull’ambiente.
DA NON SOTTOVALUTARE IL SUO VALORE ECONOMICO
Allevare un’ape autoctona significa anche sostenere costi contenuti. La sua abilità nell’interagire con l’ambiente esterno, unitamente alla sua capacità di essere previdente nell’accumulo di scorte, le consente di raggiungere l’autonomia alimentare, senza richiedere il continuo ricorso ad alimentazioni suppletive di cui, di contro, necessitano quelle api la cui curva di sviluppo è indipendente dalle condizioni ambientali esterne.
La capacità dell’ape italiana di manifestare, nel proprio ambiente, elevati livelli di resilienza alle principali patologie, le consente di mantenere adeguati standard sanitari con protocolli terapeutici contenuti, poco invasivi e meno costosi.
Il valore dell’ape italiana è, inevitabilmente, anche di tipo produttivo. Da sempre è considerata un’ape estremamente resiliente. La “palestra selettiva” in cui si è allenata negli anni ne ha temprato le peculiarità, fornendole gli strumenti per affrontare meglio i cambiamenti climatici in corso, le evoluzioni (e la riduzione) dei pascoli melliferi, nonché l’aggravamento dei livelli di inquinamento ambientale a cui è sottoposta.
L’APE ITALIANA È A RISCHIO ESTINZIONE
Il suo patrimonio genetico è messo in “pericolo” dalla diffusione di sottospecie alloctone, con il conseguente rischio di accrescere i fenomeni di introgressione genetica e di comprometterne la capacità di adattamento o determinare cambiamenti nelle caratteristiche delle popolazioni di api – ad es. aumento dell’aggressività o diminuzione della resistenza alle malattie
Nello specifico, durante l’impollinazione o la migrazione delle api in cerca di fonti nettarifere, può avvenire (e questo non è un processo controllabile) che altre specie possano incrociarsi con le api italiane, modificandone il pool genetico. Tuttavia, l’inquinamento genetico dell’Apis può essere causato anche dall’uomo e da un modello di apicoltura intensiva, che privilegia l’allevamento di api regine provenienti da altre razze o da incroci, con l’obiettivo di massimizzare le produzioni. Anche l’uso in agricoltura di pesticidi e sostanze chimiche mette a repentaglio la salute delle api, con il rischio di diminuirne la capacità di volo, indebolirne il sistema immunitario, aumentarne la suscettibilità alle malattie.
In generale, è importante bilanciare la pratica dell’apicoltura con la conservazione della diversità genetica e dell’eco-sistema in cui le api vivono. In quest’ottica, la promozione di un modello di “apicoltura di territorio“, che privilegia pratiche apistiche sostenibili, può contribuire a ridurre l’incidenza dell’inquinamento genetico, a preservare l’unicità delle api italiane e limitare, di conseguenza, il rischio di omologazione alimentare a vantaggio di sane scelte alimentari.
